Gennaio 2017


KLIMT E I SUOI COMMITTENTI

 

Se volgiamo lo sguardo al rapporto tra Klimt e i suoi committenti, siamo destinati a confrontarci con un evento che, rispetto alla questione, fa da spartiacque: la commessa pubblica per decorare il principale ambiente di rappresentanza dell’Università di Vienna, vale a dire la sua Aula Magna. La vicenda scuote le anime dei contemporanei

L’INCREDIBILE STORIA DEL ‘RITRATTO DI ADELE BLOCH BAUER I’

Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, quello che è probabilmente il più celebre dipinto di Gustav Klimt, è al centro di un affaire incredibile e romanzesco, che interseca le vicende storiche dell’Europa continentale lungo tutto il XX secolo. La dama ritratta apparteneva alla ricchissima dinastia di industriali di origine ebraica dei Bloch.  I membri di questo clan all’epoca del dipinto erano il cuore dell’alta società viennese.  Ma la figura cardine di tutta la vicenda è rappresentata da Maria Altmann, figlia di Maria Teresa Bauer (1874 – 1961) e Gustav Bloch (1862 – 1938). Vediamo come.

KLIMT E LA ‘FINIS AUSTRIAE’

in quell’epoca si viveva di ricordi come oggigiorno
si vive della capacità di dimenticare alla svelta e senza esitazione.
Joseph Roth, La marcia di Radetzky

La Vienna di Klimt fu una città molto vivace: il fervore artistico e culturale veniva nutrito da una ricca committenza, alimentata principalmente dai ceti industriali e finanziari della capitale, ma oltre l’apparenza della grande metropoli borghese in espansione già covavano quelle inquietudini e quelle tensioni che di lì a poco sarebbero sfociate nel grande conflitto mondiale.

IL FREGIO DI BEETHOVEN

 

È difficile capire l’arte della Secessione Viennese, e l’arte di Klimt in generale, se non si guarda con attenzione al Fregio di Beethoven, una delle opere più significative del grande artista austriaco. In esso trova espressione un elemento centrale dell’estetica secessionista: il trionfo dell’arte sopra ogni cosa. L’opera di Beethoven era considerata «l’esaltazione dell’amore e dell’abnegazione che possono redimere l’uomo». Come scrive Eva di Stefano, è possibile leggere nel Fregio «la contrapposizione atemporale tra bene e male, e l’aspirazione al riscatto ideale attraverso l’arte, dal punto di vista del rapporto uomo-donna: nell’opera il momento della liberazione è identificato con il raggiungimento dell’estasi amorosa, e il regno ideale con l’abbraccio di una donna».

L’INCONTRO TRA KLIMT E SCHIELE

 

Nell’arco della sua intensa carriera, Klimt fu indubbiamente un indomito attore della scena culturale: protagonista della Secessione Viennese, estensore dei suoi manifesti programmatici, promotore della rivista «Ver Sacrum»,  animatore della Wiener Werkstätte, ma – più di ogni altra cosa – egli fu uno scopritore di talenti.